Coronavirus e sfida ambientale, Valsecchi: «Svegliatevi lecchesi, raccogliete la sfida dell'impegno diretto»

Il candidato di Appello per Lecco "bacchetta" i suoi concittadini: «Non possiamo continuare ad avere la cultura dello spreco»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Siamo un Paese malato, indebitato e fragile, anche se abbiamo grandi potenzialità di adattamento, creatività e imprenditorialità. Tuttavia non sarà facile, questa volta, risollevarci in fretta da questa crisi che non é assolutamente paragonabile alle altre situazioni di sofferenza che ci hanno colpito nel corso dei decenni. L'intreccio di una crisi a molte facce: sanitaria, economica, imprenditoriale e sociale da una parte ci spaventa dall'altra rappresenta una opportunità straordinaria come, probabilmente, non abbiamo mai avuto nel corso dell'era moderna e contemporanea.

È del tutto evidente che noi dobbiamo frenare l'avanzata impetuosa del debito pubblico se il nostro Paese vorrà avere, in futuro, qualche possibilità di ripresa e di stare sui mercati in maniera competitiva. Ormai abbiamo superato i 2.500 miliardi di euro di debito pubblico, ogni bambino che nasca domani si trova già, in Italia, indebitato di oltre 40.000 €, credo che questi siano numeri di facile comprensione che rendono bene l'idea della drammaticità gestionale che spetta soprattutto alle nuove generazioni. Se aggiungiamo che l'emergenza Covid-19 ha minato gli entusiasmi sociali e imprenditoriali non v'è chi non veda uno scenario disarmante.

Le opportunità di una crisi stanno dietro l'angolo, dopo questa emergenza ed essere usciti dal tunnel saremo catapultati in un'altra valle, non dovremo più pensare nella stessa maniera di prima perché l'orizzonte verso cui ci dirigeremo sarà completamente alterato. Sarà come muoverci in un territorio che non conosciamo, ma che necessariamente dobbiamo esplorare e riuscire a identificare in fretta, se possibile prima che lo facciano gli altri. È qui che nasce la vera sfida per un nuovo sviluppo, un cambio radicale dei nostri stili di vita che inevitabilmente coinvolgono il modo di lavorare, di relazionarsi con l'ambiente e con le altre persone, di fare politica, di alimentarsi, di aver cura del nostro benessere, di vivere in una comunità globale che valorizzi tutte le dinamiche locali. È finito il tempo del globale e del locale come l'abbiamo conosciuto, oggi dobbiamo riconoscere che le tesi portate avanti da Piero Bassetti sono di grande attualità; il glocalismo è la nuova frontiera per coloro che intendono accettare la sfida di dare al mondo una nuova e diversa opportunità. Occorre pensare in modo globale esaltando le potenzialità del locale, l'uno non deve fagocitare l'altro. Una nuova prospettiva dove verranno messi in seria discussione le nostre abitudini, le certezze di prima sui diversi fronti : dai trasporti, all'educazione; dalle relazioni, al modo di produrre; dalle politiche alimentari a quelle del nostro benessere.

Tutto dovrebbe subire una profonda rivisitazione, dai modelli di vita alle condivisioni sociali. Se il virus ci ha fatto capire qualcosa è che nessuno può sentirsi al sicuro, che facciamo parte di una comunità mondiale dove un microscopico agente patogeno ci ha obbligati a stare nei nostri "alveari" terrorizzati e inermi con il timore di incontrare gli altri. Quindi la lezione credo che dobbiamo impararla in fretta, sarebbe sciocco e stupido ignorarla e commettere gli stessi errori; le conseguenze sarebbero devastanti in prospettiva. La prima cosa da fare è prenderci cura del pianeta e di noi stessi, di riposizionare le nostre priorità sia sociali che economiche, di pensare ad un mondo interdipendente che abbatta gli egoismi nazionali, di promuovere una convivenza pacifica tra i popoli e le comunità territoriali capace di imprimere nuova forza alla crescita e allo sviluppo green.

Ho lavorato per trent'anni, ad altissimi livelli di responsabilità, nel settore dell'igiene ambientale e la cosa che mi ha fatto in assoluto più male è vedere quanto sia diffusa la cultura dello spreco. Occorre partire dalla consapevolezza che non possiamo più permetterci questo stile di vita, bisogna ridimensionare le nostre aspettative e renderle maggiormente aderenti alla nuova realtà sia che si abiti a Lecco o a Miami. Oggi sul pianeta siamo 7,6 miliardi di persone, nel 2050 si stima che arriveremo a quota 10 miliardi e noi possiamo attardarci ancora a parlare del nostro modo di consumare, viaggiare, relazionarci, curarci e produrre? Assolutamente no! Se faremo l'errore d'ignorare i messaggi che provengono da questa pandemia saremo destinati, nostro malgrado, a una triste agonia di estinzione del genere umano. Salviamo il patrimonio di cui disponiamo e salveremo noi stessi. Mettiamo al bando egoismi e pregiudizi e sarà sicuramente un mondo migliore.

Tuttavia, le cose non avvengono da sole: occorre disponibilità al cambiamento, essere all'altezza della nuova epoca che ci attende, ma soprattutto mettersi in gioco e non pensare che l'impegno, la competenza e il sacrificio di amministrare e governare i processi debba sempre essere fatto da qualcun altro. Dobbiamo partire proprio da qui se s'intende cambiare sul serio, lasciandoci coinvolgere da un impegno solidale e responsabile, in particolare coloro che hanno talenti e cognizioni di causa, verso le nostre comunità, cercando di rimuovere vocazioni populistiche di stare sempre contro tutto e contro tutti, di pensare che coloro che fanno politica o associazionismo per forza di cose devono avere un doppio fine se non quello di salvaguardare e tutelare il bene comune.

Concludo con una bella frase di Alessandro Manzoni che rende giustizia alle considerazioni che ho cercato d'inviare con questa missiva ai nostri concittadini, partendo da temi generali, e soprattutto fa sintesi delle cose e dell'impegno che dovremo promuovere in futuro:

"Anziché cercare di star bene dovreste fare del bene e finireste così per stare anche meglio".

Non saprei trovare parole più appropriate per dare un senso al termine "benessere".

Corrado Valsecchi 
Candidato Sindaco di Appello per Lecco 

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