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Referendum sulla Giustizia, la Lega si mobilita: "Ai cittadini offriamo un’opportunità storica"

Il responsabile della Lega provinciale di Lecco, Daniele Butti, e il senatore lecchese Paolo Arrigoni: "Un'estate di gazebo per raccogliere le firme"

Daniele Butti, Paolo Arrigoni, Antonella Faggi e Christian Malighetti.

"Da venerdì 2 luglio gli italiani potranno dare una bella spinta, con la propria firma, per correggere finalmente le storture della giustizia italiana grazie ai sei quesiti referendari che proponiamo per una giustizia giusta. Basta con una minoranza politicizzata che compromette l'immagine dell'intera magistratura e che può condizionare i governi e ne determina i destini a seconda del gradimento. La Lega di Lecco è in prima linea per questa battaglia civica, auspicata da tempo anche da molti addetti ai lavori".

Gli esponenti politici (e non solo) mobilitati nel Lecchese

Lo ha dichiarato il responsabile della Lega provinciale di Lecco, Daniele Butti, nella conferenza stampa convocata oggi alla presenza del Senatore Paolo Arrigoni, responsabile per la Lega in Lombardia del referendum sulla riforma della giustizia, della Senatrice Antonella Faggi, del responsabile provinciale per il referendum Christian Malighetti, e in videocollegamento dell'onorevole Roberto Paolo Ferrari e dei consiglieri regionali Antonello Formenti e Mauro Piazza, per presentare la campagna referendaria e l'organizzazione per la raccolta firme sul territorio.

I sei quesiti referendari

"Il caso Palamara ha portato alla luce un problema cronico della giustizia italiana e la Lega, che insieme al Partito Radicale è l'ideatrice di questo referendum, farà di tutto perché la parola venga data al popolo - commenta il senatore lecchese Arrigoni - Dal 2 luglio fino alla fine di settembre i cittadini avranno la possibilità di firmare nei gazebo che allestiremo in tutta la Lombardia o direttamente presso il proprio comune. Sono sei i quesiti referendari: il primo riguarda la riforma del Csm per mettere fine allo strapotere delle correnti, poi c'è la responsabilità diretta dei magistrati, chi sbaglia paga. Il terzo quesito riguatrda l'equa valutazione dei magistrati che non potranno più essere controllati solo da altri magistrati, poi si potrà firmare per la separazione delle carriere tra la funzione giudicante e quella requirente, per limitare gli abusi della custodia cautelare e per l'abolizione del decreto Severino, per dare maggiore tutela ai sindaci e agli amministratori locali".

"Si tratta di un referendum trasversale"

"Ci tengo a sottolineare - continua Arrigoni - che si tratta di un referendum trasversale, che oltre all'impegno della Lega e del Partito Radicale, depositari in Cassazione dei quesiti referendari, vede anche il sostegno di Forza Italia e dell'UdC. Ma sono convinto che le adesioni continueranno a crescere, perché si tratta di un'opportunità storica".

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"Sul territorio ci sarà bisogno dell'aiuto di tutti, e in questo senso accogliamo con favore la novità che gli avvocati possono anch'essi autenticare le firme. Lo stesso per quanto riguarda i parlamentari e i consiglieri regionali, ci aspetta quindi un'estate pancia a terra, come sempre fianco a fianco dei militanti nei gazebo per raggiungere l'obiettivo".

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