Le Province "deformate", tra tagli e disinformazione

Il comunicato stampa di Rappresentanza Sindacale Unitaria della Provincia di Lecco

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Il 25 luglio sul Corriere della Sera un articolo intitolato Le Provice abolite? No, ci sono ancora ed hanno più soldi di prima, proponeva un capolavoro di disinformazione, insieme al resto dell'articolo. Forse per ricostruire un quadro utile a solleticare ombelichi sensibili a populisti e demagoghi di ogni levatura, sono state mescolate informazioni artatamente alterate a omissioni.

L'operazione di discredito delle istituzioni e del lavoro pubblico non risparmia anche settori della cosiddetta informazione autorevole, di cui quella testata, ma non solo, è un rappresentante. Anzi, la partecipazione all'attacco con le modalità eticamente degenerate, quali le informazioni false o presentate in modo da rendere verosimile la dimostrazione della tesi preconfezionata, è ormai così avanzato da coinvolgere proprio le cosiddette fonti autorevoli, cioè quelle che (si presume) abbiano maggiore influenza sull'opinione pubblica.

Semplificando, la tesi da dimostrare è che le regole e le autorità pubbliche servano ad alimentare un potere autoreferenziale e costituiscano un freno allo sviluppo (del mercato), quindi bisogna ridimensionarle (ricordare i consigli della banca JP Morgan ai Paesi Europei di liberarsi delle Costituzioni troppo antifasciste). Questo processo di smantellamento e di privatizzazione dei servizi è partito dal discredito di chi vi lavora, con la perdurante retorica sui "fannulloni", che accomuna singoli casi di abuso a milioni di lavoratori e lavoratrici che fanno il proprio dovere quotidianamente. Ora si registra un salto di qualità: all'attacco al lavoro pubblico si aggiungono da un lato il tentativo di trasferire maggiore potere dal Parlamento al Governo (vedi riforma costituzionale), dall'altro la sottrazione di risorse agli enti. Si cerca di fare passare nell'opinione pubblica che si tratti di maggiore efficienza e non di sottrazione di sovranità popolare o di tagli ai servizi. Queste denunce, invece, sono cose da gufi.

Osservando la vicenda delle Province si può cogliere il valore emblematico di questa strategia, sia nella parte della rappresentanza (elezione indiretta del Consiglio provinciale), sia in quella finanziaria (riduzione di risorse). Per vedere come stanno realmente le cose e verificare se è vero che le Province hanno più soldi di prima, utilizziamo una parte della comunicazione del Consigliere delegato al bilancio al Consiglio Provinciale di Lecco del 13 luglio 2016, intitolata "Bilancio 2016: la situazione attuale e i possibili scenari". In premessa è necessaria una precisazione: dove si parla di "contributo alla finanza pubblica" bisogna intendere che il Governo preleva dai bilanci provinciali soldi delle Province e non, come nel linguaggio corrente potrebbe sembrare, di risorse aggiuntive alle province.

«Dopo la comunicazione dell'UPI dell'ammontare del contributo sulla finanza pubblica 2016 a carico della Provincia di Lecco e del contributo per edilizia scolastica e viabilità, approvati dalla Conferenza Stato-Regione-Autonomie locali nella seduta del 30 giugno scorso, lo squilibrio del nostro bilancio 2016 è diventato sicuro e di un importo rilevante: -7.6 milioni di €uro. Ciò è dovuto ai pesanti tagli che vedono crescere il contributo nel 2016 rispetto al 2015 del +75,02%, da 3.790.831,28 €uro a 6.636.527,88 €uro, portando il contributo cumulato imposto dalla Legge 190/2014 a 10.427.359,16 €uro. Si tratta solo dell'ultima riduzione di risorse imposta da provvedimenti governativi, che si somma a quelle degli anni passati, portando dal 2009 al 2016 la riduzione di risorse correnti per il nostro Ente a complessivi 25.7 milioni di €uro, che saliranno a 32.3 milioni di €uro nel 2017.

Nel 2016 la nostra Provincia dovrebbe restituire allo Stato la cifra record di 18.814.912,00 €uro, pari all'81,05% di tutte le entrate tributarie. La riduzione di risorse viene poi aggravata dalla conferma dell'importo della "riduzione" dei costi della politica anche per il 2016, per una somma superiore ai 350 mila €uro, anche se, … questo Ente non paga più 1 €uro di indennità ai propri amministratori. …

Nel frattempo, in attesa di definire la situazione, vi è la necessità di passare subito alla gestione provvisoria durante la quale sono impegnabili solo le spese obbligatorie, le spese interamente finanziate e già in bilancio nell'esercizio provvisorio o la cui mancata esecuzione crea danni all'Ente».

La gestione provvisoria comporta non poter sostenere servizi che, anche se considerati non fondamentali, sono importanti per la qualità della vita dei cittadini, quali ad esempio servizi per i disabili, il trasporto pubblico locale, il blocco di tutti i nuovi investimenti.

Sulla base dei dati veri e non inventati, si comprende la falsità delle affermazioni che le "autorevoli" fonti divulgano. Nel passato si erano dati da fare tutti i governi (Berlusconi, Monti, Letta e Renzi) a togliere risorse ingenti alle province che sommano a più di 4 miliardi in 3 anni. Da ultimo la legge 190/2015 prevede di prelevare dai bilanci provinciali 1 miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017. Già nella Relazione del Bilancio di previsione 2015 della Provincia di Lecco veniva riportato «È assolutamente necessario che la legge di stabilità 2016 revochi i tagli di 2 miliardi nel 2016 e di 3 miliardi di euro nel 2017, che pesano come una spada di "Damocle"; altrimenti la Provincia di Lecco, come la maggior parte delle Province italiane, sarà costretta a dichiarare il dissesto finanziario ai sensi dell'art.244 del TUEL in quanto non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili».

Vediamo ora di dare una risposta alla domanda retorica riguardante l'abolizione delle Province, fatta per lasciare intendere che "avrebbero dovuto essere abolite", ma non solo non sono state abolite, ma hanno più soldi di prima. A questo proposito la legge n. 56/2014 nota con il nome del suo "inventore", Delrio, oggi Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al comma 51 recita: "In attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione e delle relative norme di attuazione, le province sono disciplinate dalla presente legge". Quindi, non è vero che le Province sono state abolite. Sono state pessimamente riformate (deformate), ma non abolite.

Quando sarà chiaro che la perdita dei servizi pubblici e quindi anche quelli erogati dalle Province colpisce la vita di tutti i cittadini e in special modo la parte più povera o meno fortunata, qualcuno, speriamo, chiederà conto ai politici responsabili, ma anche a quei giornalisti che si prestano a fare da megafono. Ma anche qualora ciò non accadesse ciascuno saprà, in coscienza, se nel deturpamento etico del nostro Paese ci si è armati di pazienza per cancellare le brutture o, come capita purtroppo a tanti, si è divertito a partecipare allo sfregio.

Lecco, 29 luglio 2016
La Rappresentanza Sindacale Unitaria della Provincia di Lecco

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