Innovativo intervento per eliminare la proliferazione delle alghe nell'Adda

I sommozzatori, in acqua a 4 gradi, e i tecnici di un'azienda di Sirmione all'opera tra Calolzio, Olginate, Garlate e Vercurago. Sfalcio e teli biodegradabili sul fondale per togliere la luce ai dannosi vegetali non autoctoni che in estate infestano il lago a sud di Lecco

I sub all'opera al pontile del Lavello a Calolziocorte.

Sono all'opera da due giorni e in tanti, passando in viale De Gasperi a Calolzio, si stanno chiedendo cosa stiano facendo quei sommozzatori che si immergono già fin dalle 8 del mattino nelle fredde acque del lago, a soli 3/4 gradi di temperatura. Nessun mistero. Si tratta di una missione per annientare le alghe non autoctone che da diversi anni infestano il lago a sud di Lecco nella stagione calda. La chiave dell'intervento consiste nel porre sul fondo del lago e del fiume un telo di materiale biodegradabile per impedire l'arrivo della luce ai germogli presenti sul fondo: frenando la fotosintesi si impedisce la crescita di questi vegetali importati in passato da qualche imbarcazione estera. Prima della predisposizione del telo a cura dei sub, viene effettuato uno sfalcio sul fondale dell'alga "dannosa", successivamente vengono paintumati vegetali compatibili con l'ecosistema del fiume.

L'assessore Gandolfi: «Intervento promosso dal Parco Adda Nord per debellare un annoso problema»

Il problema alghe riguarda in particolare il lago di Garlate fino alla sponda di Vercurago, e il fiume Adda tra Olginate e Calolzio. «L'intervento è stato promosso dal Parco Adda Nord - fa sapere Dario Gandolfi, assessore a Opere pubbliche, Patrimonio e Manutenzione del verde del Comune di Calolzio - L'azienda incaricata arriva dalla zona del lago di Garda ed è specializzata in operazioni di questo tipo. Tecnici e sub saranno all'opera per tre o quattro giorni, fino a sabato o domenica, il tempo necessario per effettuare tutte le operazioni». I sommozzatori sono al lavoro in particolare al pontile poco prima del Lavello, dove è stato posizionato una sorta di quartier generale con furgoni, bombole di ossigeno per le immersioni, teloni biodegradabili e atrrezzature varie (vedi foto).

Attività di sfalcio, pulizia e collocazione delle coperture "green" si tengono anche nella vicina Vercurago. Il committente lavori è dunque il Parco Adda Nord. Dopo uno studio ad hoc da parte di biologi ed esperti, l'appalto è stato affidato all'azienda Ecovolo di Sirmione, ora al lavoro con il coordinamento di Raffaele Barbaria, Amministratore delegato della società. Oltre una decina le persone all'opera sul Lungoadda calolziese. 

Gli operatori: «Iuta green e picchetti in abete per un'area di 1.900 metri quadrati a Calolzio e altri 800 mq a Vercurago»

«L'intervento nella sua interezza riguarda il contenimento dell'Elodea Nuttallii, un'alga infestante non delle nostre zone - ci ha spiegato sul posto Raffaele Barbaria - Abbiamo attuato lo sfalcio, sradicando così il vegetale dannoso. Ora stiamo andando a mettere verso la parte più profonda del lago, tra Calolzio e Olginate, 1.900 metri quadrati di telo di iuta con picchetti di abete e corde apposite, tutto in materiale biodegradabile. Entro dieci anni il telo non ci sarà più. Il suo compito è quello di andare a soffocare la luce per evitare che il vegetale infestante rispunti in primavera. Invece più a riva del telo, in tre metri, verranno piantate delle piante autoctone ossigenate che daranno vita al lago. Si tratta delle specie Potamogeton e Ceratophyllum. Nel lago di Garlate, sponda Vercurago, l'operazione è invece leggermente diversa - aggiunge l'Ad della ditta Ecovolo - Qui andiamo ad attuare solo lo sfalcio e il posizionamento di 800 metri quadrati di telo, senza collocare le nuove piante perchè non necessario».

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Quella in corso nell'Adda è un'operazione in parte sperimentale. Finito il progetto verranno svolte delle osservazioni e verifiche per valutare i risultati. Ma i presupposti sono positivi. «Non saprei dire con certezza se in Italia ci siano o meno dei precedenti per l'eliminazione di alghe "straniere" - precisa Raffaele Barbaria - Posso però confermare che posizionamenti di teli per cancellare alghe autoctone sono stati già attuati, con successo, in zone balneabili e in Trentino. Non filtrando la luce, la pianta automaticamente muore. Il telo rimane a fondo grazie ad acqua e sedimenti. La scelta di questo periodo, legata a motivi tecnici e organizzativi, porta vantaggi e svantaggi - conclude il coordinatore lavori - Per via del freddo i sub hanno un tempo di azione limitato, non oltre un'ora e mezza sott'acqua fino a un metro e mezzo di profondità. I vantaggi sono legati al fatto che la proliferazione di alghe non c'è ancora e i teli potranno già svolgere il loro compito prima del periodo caldo in cui questi vegetali si moltiplicano». 

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