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Uno scatto con una Lamborghini a Mandello e il cane Akira

Uno scatto con una Lamborghini a Mandello e il cane Akira

Nell'obiettivo di Eros il fascino delle Lamborghini e l'amore per il territorio

Maggi, fotografo ufficiale della casa automobilistica di Sant'Agata Bolognese, racconta quasi vent'anni di professione a bordo pista nei gran premi e nei paesi del Lecchese per immortalare veri e propri gioielli su quattro ruote

Ha fotografato le automobili sportive più affascinanti, frutto dell'ingegno e della tecnologia italiana, e spesso e volentieri lo ha fatto valorizzando il territorio in cui è nato e cresciuto, il Lecchese. Eros Maggi, di Mandello, fa parte del team di fotografi ufficiali della Lamborghini. Gli scatti che immortalano la Aventador SVJ a Varenna sono suoi, così come tanti altri catturati in quasi due decenni di carriera dedicata al mondo dei motori, su strada e sportivo.

Gli inizi con Porsche, poi in Ferrari

È il 2003: dopo parecchi anni trascorsi in negozio a Mandello, Eros decide di diventare free lance cercando di coniugare la passione per la fotografia con quella per le auto e i motori. «Scrissi una lettera a un collega che lavorava per Porsche, e dopo alcune esperienze a Monza affiancai il fotografo Ferrari, e per Maranello lavorai dieci anni riuscendo a conoscere moltissime persone interessanti legate al mondo del motorsport e della Formula Uno, da Massa a Barrichelo, da Schumacher a Todt, da Alonso a Raikkonen».

Eros Maggi-2

Eros (nella foto) inizia a peregrinare per i circuiti di tutto il mondo, anche se alla fine mancheranno proprio i gran premi di F1. «È il mio cruccio, ma non posso lamentarmi perché ho realizzato servizi fotografici in prestigiosi campionati Gran Turismo e in eventi di grande richiamo come la 24 Ore di Spa». Le sue immagini girano nell'ambiente, portando con loro il nome Maggi. E proprio in questo modo, nel 2007, arriva una chiamata da Lamborghini. «Ho sempre pensato che le occasioni vadano sfruttate al volo - spiega - Per dieci anni lavorai in parallelo per Ferrari e Lamborghini, ma dal 2016 fui costretto a scegliere solo la casa di Sant'Agata Bolognese  per mancanza di tempo». Eros diventa il fotografo ufficiale del Super Trofeo Lamborghini, e allestisce set nei piccoli paesi per lanciare i nuovi modelli.

Il cane Akira come modello

«In quel periodo - racconta - impazzavano gli scatti con animali domestici e auto, così proposi a Lamborghini di coinvolgere il mio cane Akira (di razza akita) ambientando diversi shooting a Mandello. La cosa piacque e cominciai a girovagare nel territorio, dal lungoadda di Brivio al lungolago di Lecco, dal traghetto di Leonardo di Imbersago fino a Varenna. Lamborghini le usa per i social pubblicandole periodicamente, come accaduto nei giorni scorsi con la Aventador SVJ all'imbarcadero Varenna».

Proprio riguardo questo shooting, realizzato a fine novembre, Eros racconta un aneddoto. «Era scattata da poco la zona rossa per la seconda ondata del covid e ricordo di non avere mai visto Varenna così desolata, quasi spettrale. Ero con un collega e la cosa ci colpì parecchio. Il traghetto era vuoto e decisi di mettere la macchina in punta e fotografarla con l'allineamento del lago: la solitudine dell'auto, in quello scatto, ha una bellezza particolare».

Oltre a fotografare auto precluse alla maggior parte delle persone, Eros ha avuto la fortuna di guidarle. «La più divertente al volante? La Lamborghini Huracan». Ha collaborato inoltre per altri grandi marchi automobilistici, Pininfarina, Bridgestone, dal 2019 Bugatti in occasione dei grandi eventi (come il Gran Tour per i 110 anni). Nel 2006 e 2007 una divagazione su due ruote, da buon mandellese, la collaborazione con Moto Guzzi per le Giornate Mondiali Guzzi.

«Piacere, Hugh Grant»

Gli aneddoti da raccontare sarebbero tantissimi, soprattutto relativi ai personaggi incontrati. «Hugh Grant fece un corso di pilotaggio in Ferrari, si presentò come fosse una persona qualsiasi, mi strinse la mano e mi disse "piacere, Hugh", come ti chiami? Risposi "Eros" e lui commentò sorridendo "Is a good start". Ricordo con piacere fra i tanti - continua - Carlo Cracco, gli attori della serie Suburra, i piloti della Ducati Dovizioso, Stoner e Bagnaia, o vecchie leggende della F1 come Jackie Ickx».

Gli obiettivi futuri messi nel mirino dal fotografo mandellese? «Una mostra personale, è il mio sogno da tempo - confida - e a breve potrò realizzarlo, seppure in formato online, insieme al pittore Gianmaria Lafranconi che ha realizzato quadri usando come spunto alcune mie foto. Il caso vuole che fu proprio lui il mio primo datore di lavoro negli anni Ottanta». Il caso, o forse no. Perché la vita in fondo è come un cerchio che si chiude, o se preferite un circuito da percorrere un giro dopo l'altro.

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