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Le regole per Natale 2020: cosa succede con gli spostamenti tra regioni, il coprifuoco e il cenone

Nel Dpcm in programma per il 3 o il 4 dicembre ci saranno restrizioni ulteriori e misure più severe: coprifuoco allentato solo per il cenone e Capodanno, proibiti tombolate e veglioni allargati, movimenti solo per raggiungere i familiari. Verso il no alla riapertura degli impianti sci

«Un Natale diverso e più sobrio, in cui dovremo evitare spostamenti che non sono essenziali»: il ministro della Salute Roberto Speranza a 'Che tempo che fa' antcipa le nuove regole in arrivo per il 3 dicembre, quando scadrà l'ultimo Dpcm del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e verranno messi a punto uno o due nuovi decreti ministeriali che consentiranno le aperture dei negozi prima delle festività per poi tornare a chiudere tutto a ridosso della Vigilia.

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Le regole del Natale 2020: stop agli spostamenti tra regioni e comuni

La novità rispetto a quanto raccontato nei giorni scorsi è che per il ministro gli spostamenti tra regioni per Natale, «per il modello che utilizziamo, può avvenire solo se tutte le regioni andassero in zona gialla ma in questo momento dobbiamo evitare tutti gli spostamenti che non sono necessari. Dobbiamo pianificare le vacanze con prudenza».  E la pianificazione di cui parla è allo studio di Palazzo Chigi, ma già trapela che nel Dpcm programmato per il 4 dicembre (che potrebbe restare in vigore sino all’Epifania) ci saranno restrizioni ulteriori. Con regole più severe rispetto a quelle immaginate finora:

  • il coprifuoco verrà allentato solo per il cenone di Natale e Capodanno;
  • c'è l'idea di proibire cenoni e veglioni allargati;
  • gli spostamenti saranno possibili solo per raggiungere i familiari;
  • al contrario di quanto trapelato nei giorni scorsi non verranno riaperti bar e ristoranti dopo le 18;
  • le richieste dei governatori di riaprire gli impianti di sci con un nuovo protocollo di sicurezza molto probabilmente verranno delusi.

Le regioni invece diventeranno zona gialla ma avranno più restrizioni rispetto a oggi. Anche se gli esperti come Miozzo e Ricciardi consigliano di evitare del tutto i movimenti. Il tutto mentre il bollettino della Protezione civile ha fatto registrare sì 28.337 nuovi casi delle ultime 24 ore  - seimila meno di sabato - ma in presenza di un minor numero di tamponi, quasi 189mila, ben 48mila in meno. Ed il rapporto tra positivi individuati e test effettuati è risalito di mezzo punto ed è al 15%. Anche il numero di vittime risente della riduzione dei test (562 in un giorno, 130 in meno) mentre quelli sull'occupazione dei posti letto negli ospedali tornano a preoccupare: dopo il calo di ieri, con soli 10 ricoveri, i pazienti nelle terapie intensive sono tornati a crescere di 43 unità per un totale che ha superato i 3.800 ed è sempre più vicino al record assoluto di 4.068 raggiunto il 3 aprile. Nei reparti ordinari l'incremento è invece di 216, più del doppio rispetto alle 24 ore precedenti, per un totale di 34.279.

Ma il governo vuole cercare di salvaguardare l'economia del periodo natalizio e per questo ha allo studio la possibilità di allargare le fasce orarie di apertura dei negozi, compresi i centri commerciali al momento chiusi nei fine settimana e nei festivi, contingentando gli ingressi soprattutto nelle strutture più grandi. Una misura che rischia di non bastare. "Per evitare l'assembramento da shopping di Natale - ha detto ieri all'agenzia di stampa Ansa il coordinatore del Cts Agostino Miozzo - ci vorrà un monitoraggio rigoroso. E sanzioni rigorose". Altrimenti, è la conclusione degli scienziati, "salta tutto e a gennaio ci troviamo con la terza ondata" del virus. E allora ecco l'idea di un piano per potenziare i controlli da parte delle forze dell'ordine e dell'esercito. 

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Natale 2020: cenoni e veglioni vietati nel Dpcm 4 dicembre

Nel governo quindi vince la linea dura, rappresentata attualmente dal ministro Speranza ma anche dal responsabile della Cultura Dario Franceschini e dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi è in atto un ripensamento sull'apertura di bar e ristoranti dopo le 18, la limitazione a cenoni, veglioni e tombolate varie mentre il coprifuoco potrebbe essere sospeso soltanto nella notte del 24 dicembre per consentire la Messa di mezzanotte. Il Corriere della Sera riepiloga oggi gli altri punti allo studio del governo: 

  • l'orario di apertura dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22 per consentire di diluire l’affluenza delle persone soprattutto nei giorni che precedono le festività;
  • si sta valutando anche la riapertura dei centri commerciali nel fine settimana e nei giorni festivi;
  • le deroghe per gli spostamenti varranno solo per i familiari che vivono in luoghi diversi, ma si ragiona attorno alla possibilità di limitare gli spostamenti che non siano giustificati da motivi di ricongiungimento familiare, in modo da impedire i viaggi;
  • per il coprifuoco si studia una proroga alle 23 nei giorni precedenti al Natale e a dopo le 24 soltanto il giorno di Natale per consentire la partecipazione alle celebrazioni religiose;
  • le piste da sci saranno vietate anche nelle zone gialle. 

Anche per le riaperture del commercio, la linea delle prudenza porta a procedere per step, mantenendo le limitazioni fino a metà dicembre, per poi allentare la presa, spostando di qualche ora il coprifuoco. Dal 4 dicembre possibili negozi aperti fino alle 22 per lo shopping, bar e ristoranti e centri commerciali aperti nei weekend mentre e già a dicembre partirà il piano cashback con incentivi agli acquisti elettronici in modo da favorire pagamenti più sicuri e i negozi di prossimità (gli acquisti online sono esclusi dai benefici).

Tutte le regioni gialle ma con restrizioni e no alla settimana bianca

In questa ottica, spiega Repubblica, il governo, nella riunione fiume di venerdì, e in queste ore in vista dell’incontro con le Regioni di oggi in Calabria, ha immaginato una road map: tutte le regioni diventerebbero gialle con una serie di misure più restrittive. E la possibilità di inasprire le misure provincia per provincia. Vietati i trasferimenti tra regioni: per questo bisognerà emanare un nuovo Dpcm, così come le "occasioni di socialità allargate, ovvero tombolate, festeggiamenti e veglioni. 

La novità più importante riguarda però le vacanze: niente Natale sulla neve. Le piste potrebbero restare sostanzialmente chiuse. «In queste ore – spiegano al quotidiano fonti di Chigi – il governo sta lavorando ad una iniziativa europea, per prevenire le consuete “vacanze sulla neve”, che attirando appassionati degli sport sciistici e dei soggiorni in montagna, farebbero il paio con le vacanze spensierate, con serate in discoteca, della scorsa estate». L’idea, conclude Repubblica, è di consentire l’apertura alla fine di gennaio, se i numeri chiaramente continueranno a essere sotto controllo, con l’arrivo del vaccino.

Intanto Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza coronavirus, esprime i propri timori sullo slittamento della riapertura della scuola. In un'intervista al Corriere della Sera afferma che «se nelle festività avremo momenti analoghi a quelli vissuti nell'estate appena trascorsa, l'evoluzione dell'epidemia porterà a dati simili o addirittura peggiori di quelli attuali. Significa che le scuole rischiano di restare chiuse altre settimane. Avremo una generazione di liceali che andrà all'esame di Stato a giugno avendo perso il contatto fisico con l'universo scolastico per quasi un anno. È un danno incommensurabile». «Il 20 novembre - dice Miozzo - dopo la videoconferenza con il direttore regionale dell'Oms di Copenaghen, Unesco e Who Ginevra, abbiamo condiviso l'esigenza di far tornare i ragazzi a scuola in presenza il prima possibile. I dati ci dicono che i contagi in età scolastica non sono significativamente diversi da quelli di altre classi di età e non abbiamo evidenze per capire se siano avvenuti a scuola o fuori. Vorrei ricordare che il 4 marzo scorso il Cts chiese al governo di chiudere le scuole seguendo le indicazioni della comunità scientifica internazionale, ma all'epoca non avevamo le regole attuali. E poi non sottovalutiamo il ruolo degli insegnanti, gli unici a poter far comprendere ai ragazzi il rischio potenziale che rappresentano per i congiunti. È un tema formativo, un messaggio particolarmente difficile da dare».

E Walter Ricciardi, consulente di Speranza, in collegamento con Agorà paventa l'arrivo della terza ondata: «La pressione è terribile in tutta Italia, soltanto questo mese si sono contagiati 27mila tra medici e infermieri». Secondo Ricciardi, quindi, «è necessario limitare la mobilità. Bisogna fare tutte le cose che servono ma, per il resto, per il prossimo mese tutto il resto deve essere limitato». Poi, ha aggiunto: «Se c'è qualcuno che con irresponsabilità tende ad assembrarsi, è giusto che ci siano le sanzioni che vanno fatte con adeguatezza». Anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'e' desta', tende a smorzare gli entusiasmi: «È presto per dire che ce l'abbiamo fatta perchéé bisogna alleggerire il carico su ospedali e terapie intensive. La modalità di stop and go, di chiudere e riaprire, andrà avanti ancora per molto. La morsa potrà essere allentata laddove i numeri lo consentiranno, questo però non significa che dobbiamo fare dei passi affrettati. Natale? In base ai dati, alcune regioni potranno tornare gialle, altre potranno rimanere rosse, ma parlare oggi di quello che accadrà il 24-25 dicembre non e' possibile. Ci saranno delle differenze tra regione e regione». 

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