Attualità Via Airoldi e Muzzi

All'Airoldi e Muzzi maggiore contatto nei colloqui tra ospiti e familiari

La Rsa di Lecco ha avviato un nuovo protocollo per favorire le visite in presenza. La vicepresidente Rosaria Bonacina: «Assistere ad alcuni di questi incontri è commovente»

«Gli Istituti Airoldi e Muzzi Onlus hanno definito, in linea con la recente ordinanza ministeriale, un nuovo protocollo per favorire, dove possibile, un maggiore contatto nei colloqui tra ospiti e familiari/caregiver, rispetto a quanto già viene fatto per gli incontri protetti (postazioni con vetrate e microfoni) che continueranno ad essere programmati». Lo ha annunciato oggi, sabato 15 maggio, la Direzione sanitaria della casa di riposo di Lecco.

Le condizioni previste per la sicurezza

In particolare sono stati individuati spazi all’aperto in cui gli incontri saranno ammessi in presenza delle seguenti condizioni: ospite con protezione vaccinale completa; familiare/visitatore in possesso di una certificazione comprovante lo stato di avvenuta vaccinazione contro covid (entrambe le dosi) o l’avvenuta guarigione da virus, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito allo sviluppo dell’infezione o l’effettuazione di un tampone molecolare entro le 48 ore precedenti la visita.

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La programmazione delle visite continuerà secondo l’attuale organizzazione a cura dell’educatore coordinatore infermieristico del nucleo di accoglienza dell’ospite. I familiari e visitatori dovranno attenersi alle indicazioni riportate sul patto di condivisione del rischio, da sottoscrivere al momento dell’accesso in struttura.

«I nostri Istituti in realtà non sono mai stati chiusi»

«I nostri Istituti in realtà non sono mai stati chiusi - afferma la vicepresidente Rosaria Bonacina - Da sempre, infatti, ci siamo attivati per rendere possibili i colloqui dei nostri ospiti con i loro familiari secondo le modalità che, via via, ci sono state indicate dalle normative. Inoltre abbiamo incentivato e favorito i contatti frequenti attraverso le video chiamate. Siamo infatti ben consapevoli del valore e dell’importanza della relazione tra i nostri ospiti e i propri familiari. Ma, al tempo stesso, proprio a tutela della salute e sicurezza degli anziani, abbiamo dovuto applicare quanto ci veniva prescritto dalla normativa. Ora si apre una nuova fase, che attendevamo da tempo e alla quale già ci stavamo preparando: permettere ai nostri ospiti di avere un contatto più diretto con i propri familiari, secondo le regole stabilite dalla procedura del Ministero».

anziani mani-2

Per i colloqui verranno utilizzati gli spazi all’aperto del parco della Rsa, salvo nelle giornate di pioggia. «Avere assistito ad alcuni di questi incontri è stato davvero commovente - aggiunge Rosaria Bonacina - vedere finalmente i nostri ospiti poter stringere la mano ai propri familiari o vederli passeggiare fianco a fianco, ha ripagato delle fatiche di questa lunga pandemia. Un grazie sincero va alla Fondazione comunitaria del Lecchese che sosterrà anche economicamente questa nostra attività, che richiede un forte impegno organizzativo e di presenza del personale».    

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