Alla cascina don guanella è partito il “progetto vino”: un sogno che diventa realtà

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Cascina don Guanella, la casa- comunità nel centro di Lecco che accoglie ad oggi 60 minorenni tra bambini e ragazzi con un’offerta di tipo residenziale o diurno è in continua evoluzione.

“Un importante sforzo è stato prodotto di recente per rinnovare ed abbellire la struttura, nella direzione di esprimere, anche con il linguaggio della bellezza e dell’arte, un concetto di accoglienza, di condivisione e di coesione, tanto caro alla nostra comunità” afferma Don Agostino (direttore della Casa )

Cascina don Guanella rappresenta infatti un importante spazio educativo di formazione, di orientamento e di vero e proprio inserimento lavorativo per minori in difficoltà e a rischio di emarginazione, coinvolgendoli nella gestione della casa, delle attività e delle relazioni, condividendo antiche professioni, esperienze e nuove sperimentazioni secondo l’ipotesi educativa della “pedagogia del fare”.

Il progetto di agricoltura sociale di Casa don Guanella prevede la produzione, lavorazione e commercializzazione di prodotti agricoli quali ortaggi, piccoli frutti, vino, e semilavorati da essi derivati (miele, uova, formaggi), ma anche servizi di piccola ristorazione, secondo un modello agriturismo. Casa Don Guanella esiste e vive grazie al contributo di privati che credono nel suo operato e che dedicano parte delle proprie risorse per sostenerla.

Kalyos, azienda di Concorezzo che opera nel settore dell’information technology è lieta di essere tra queste e nelle parole del suo Amministratore Delegato, Piermassimo Colombo, ci racconta la sua esperienza:” Ho conosciuto la comunità educativa lo scorso anno tramite un mio collaboratore e ne sono rimasto subito molto colpito al punto che ho deciso di organizzare il consueto pranzo di Natale con i dipendenti presso la Casa don Guanella devolvendo loro l’intero ricavato. Poiché il coinvolgimento non è stato solo mio ma di tutti i dipendenti ho pensato di dare loro la possibilità di lavorare una giornata intera presso la cascina con la medesima retribuzione aziendale: un’esperienza di vita in linea con i valori che esprime l’azienda…mi sono detto”.

C’è ancora molto da fare per riqualificare la struttura e farla diventare un vero e proprio agriturismo-agribike in grado di auto sostenersi con attività agricole e turistiche. Kalyos si è già impegnata per i prossimi 15 mesi a finanziare il “Progetto Vino”, ossia la fornitura di tutti i macchinari necessari alla produzione del vino, anche con l’aiuto economico concreto dei dipendenti che hanno aderito, e che hanno già rinunciato a una quota dalla propria busta paga mensile.

 “Siamo infinitamente grati ad aziende come Kalyos che ci dedicano attenzione, tempo e contribuiti essenziali per la nostra sopravvivenza e indispensabili per la realizzazione dei nostri progetti di sviluppo” –conclude don Agostino.

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