Aido: rinnovato il Consiglio direttivo, Sartor presidente

Tra le nuove iniziative in programma: "Una scelta in Comune". Il comunicato

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

L'Aido lecchese ha completato il rinnovo di tutti i consigli direttivi dei 35 gruppi comunali e dopo l'assemblea provinciale che ha scelto 9 volontari per la composizione del Direttivo Provinciale di Lecco, il Consiglio Direttivo stesso si è riunito per distribuire i vari incarichi al suo interno.

Il consiglio direttivo ha scelto come suo Presidente Antonio Sartor, presidente del gruppo Aido di Olginate/Valgreghentino.

Vice Presidente vicario è Giacomo Colombo di Ballabio, già membro del passato consiglio e coordinatore dell'importante Commissione Scuola, all'altra Vice Presidenza è stata chiamata Monica Bonazzi di Valmadrera.

Completano gli incarichi assegnati Antonina Borgese di Garlate, Segretaria del Consiglio e Mario Lanfranconi di Mandello del Lario, Amministratore.

A Francesco Chirico è stato chiesto di accettare di nuovo la carica di Presidente dei Revisori dei Conti e a Marco Corno di fare altrettanto con l'impegno a presiedere i Provibiri.

Gli iscritti Lecchesi all'Aido sono quasi 24.000, suddivisi in 35 gruppi attivi sul territorio, oltre 500 volontari animano i nostri gruppi, fondamentale l'attività nelle scuole della provincia che ogni anno permette di raggiungere più di 3.500 studenti con il messaggio della donazione.

Per le nostre attività nelle scuole possiamo contare sull'apporto di volontari preparati e in collaborazione del Centro Prelievi dell'Ospedale di Lecco.

Durante le varie assemblee sono emerse le nuove attività a cui saremo chiamati a far fronte, l'incrementarsi dei comuni che aderiranno all'iniziativa "Una scelta in Comune", che permette di scegliere di iscriversi come donatore al momento del rinnovo della carta d'identità, dovrà vederci pronti a dare informazioni ai cittadini; inoltre la presenza fra noi di nuove culture e sensibilità, portate dai nuovi cittadini, ci obbligano ad attrezzarci perché come sempre dobbiamo essere seri e preparati perché non dobbiamo dimenticare che vi sono ancora troppo persone in lista di attesa di un organo per tornare alla vita.

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