Profughi al Bione, Casapound attacca Comune e Prefettura: "Smettano di agire di nascosto"

"Rispondano alle legittime domande dei lecchesi e, se hanno il coraggio di farlo, li rendano partecipi delle decisioni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

“Cosa succede davvero al Bione? Per quanto tempi gli immigrati resteranno lì? Soprattutto, chi renderà conto della situazione ai cittadini?”. Sono alcune delle domande che CasaPound Italia Lecco rivolge alle autorità competenti, prima fra tutte la prefettura, sul campo profughi del Bione. 

“Quando lo scorso agosto è stata allestita la tendopoli per l’emergenza immigrazione abbiamo espresso subito perplessità sulla scelta dell’area e critiche sulla scarsa trasparenza da parte delle istituzioni. Il tempo – sottolinea CasaPound Lecco - ha dato ragione alle nostre preoccupazioni”.

“Il Comune ha risposto alle nostre richieste di chiarimento lavandosene le mani e la Prefettura, cui ci siamo rivolti a metà settembre, finora si è guardata bene dal dare risposte. Nel frattempo e – prosegue il movimento - all’oscuro dell’opinione pubblica, che è stata messa di fronte al fatto compiuto, la tendopoli è diventata un vero e proprio ‘campo profughi’ permanente con l’arrivo di moduli abitativi in container”.

“Le autorità competenti la smettano di agire di nascosto come ladri, in questo caso di democrazia e trasparenza, e ci mettano la faccia. Rispondano alle legittime domande dei lecchesi e, se hanno il coraggio di farlo, li rendano partecipi delle decisioni, ascoltandone istanze e suggerimenti. Magari – conclude CasaPound - riusciranno a evitare situazioni di allarme e tensione sociale che si sono verificate in altre zone in cui l’emergenza è stata gestita con piglio da stato di polizia”.

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