Ex sindaco si autoaccusa: «Anch'io celebrai matrimonio per consentire a straniero di restare in Italia»

Egidia Beretta, in carica fino allo scorso mandato a Bulciago, ammette la vicenda. «Non mi sono mai pentita, era una disposizione ingiusta. Quel giorno ridiedi una vita a chi la stava perdendo»

Egidia Beretta (Foto Ansa)

L'ex sindaco di Bulciago, Egidia Beretta, in carica fino allo scorso mandato nel centro della Brianza lecchese, si autoaccusa e ammette: «Anch'io ho celebrato un matrimonio per permettere a uno straniero di rimanere in Italia».

La vicenda, riporta l'Ansa, è emersa sulla scia del caso che ha investito Domenico "Mimmo" Lucano, sindaco di Riace, in Calabria. Egidia Beretta, oltre ad avere condiviso l'esperienza amministrativa, è amica di Lucano, e ha scelto di autoaccusarsi in segno di solidarietà, rivelando la circostanza del matrimonio tra uno straniero e una donna molto più grande, via Facebook.

Ucciso in Iraq l'assassino di Arrigoni

Egidia Beretta tra l'altro è la madre di Vittorio "Vik" Arrigoni, attivista per i diritti umani ucciso a Gaza nel 2011. «La Sindaca non si pentì mai di non aver obbedito non a una legge, ma una disposizione che considerava ingiusta. Seppe e sa ancora oggi - scrive Egidia Beretta - che quel giorno ha aiutato a ridare una vita a chi la stava probabilmente perdendo».

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Il testo del post di Beretta su Facebook

Conosco un Sindaco, o meglio una Sindaca, come non mi piace dire, che qualche anno fa, accettò di celebrare un matrimonio particolare.
Un giovane straniero dell'Est che si stava costruendo una buona vita qui, ma in procinto di ritornare clandestino, scaduto il permesso di soggiorno, a meno che...
A meno che una donna generosa, molto più grande di lui, benefattrice della struttura che lo ospitava, non si offrisse di legalizzarlo attraverso il matrimonio.
Erano gli anni nei quali il Ministro dell'Interno di allora, Maroni, sguinzagliava le forze dell'ordine ad impedire nozze di convenienza, specie fra anziani, pareva, abbindolati da badanti straniere.
Qui era il contrario, il giovane straniero e la donna molto più grande, elegante e distinta.
Quel sabato pomeriggio c'era tensione in Municipio e un po' di ansia.
Qualcuno fuori, di vedetta.
Finchè la formula non fu pronunciata, davanti ai testimoni, gli anelli scambiati da una mano gentile a una manona operaia.
Il, la Sindaca, non si pentì mai di non aver obbedito non a una legge, ma una disposizione che considerava ingiusta.
Seppe e sa ancora oggi che quel giorno ha aiutato a ridare una vita a chi la stava probabilmente perdendo.
Rischiando di suo, consapevolmente, sapendo di star semplicemente camminando sulla stessa via tracciata da chi, che gli è carissimo, prima di lei, ha osato.

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