Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Via Don Giuseppe Pozzi, 6

«Addio Marco, ragazzo speciale: ora sarai sempre il nostro angelo»

In tanti oggi all'ultimo saluto organizzato allo stadio di Lecco per il 34enne Rossi, morto dopo un incidente con il paracadute. Il dolore dei suoi cari, l'omaggio dei paracadutisti e le toccanti parole della mamma: «Sei stato il mio sole, guarderò il cielo pensando a te»

«Non esistono parole al mondo che possano descrivere cosa significhi perdere un figlio, niente può minimamente spiegare ciò che sto provando. Marco, io ti ho sempre amato come nessuno al mondo e vederti felice è stata sempre la cosa più importante. Ti dicevo sei il mio sole, la mia gioia, la mia luce. C'è una canzone di Pino Daniele che dice "io ho il sole dentro di me". Quel sole oggi si è spento. Grazie a tutti voi per essere qui a salutare un ragazzo speciale, a salutare il mio sole. Guarderò il cielo e penserò a lui, al suo sorriso».

Marco 3-3

Sono alcune delle parole più toccanti pronunciate dalla mamma Paola durante l'ultimo saluto che parenti, amici, e paracadusti hanno tributato oggi a Marco Pietro Rossi, il 34enne morto sabato scorso a seguito di un incidente in fase di atterraggio dopo il lancio con il paracadute a Cremona.

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Precipita in fase di atterraggio, muore paracadutista lecchese

In tanti questa mattina allo stadio di Lecco si sono ritrovati per dire a Marco "Pescegatto" che non sarà mai dimenticato. Per ricordare la sua voglia di vivere, di essere felice, di essere sè stesso - sempre e comunque - un ragazzo d'oro anche nel suo essere fuori dagli schemi. Una cerimonia alla quale hanno partecipato davvero in tanti, almeno 500 persone, e nella quale non sono mancate lacrime e dolore per una tragedia terribile, pur nel desiderio di ricordare Marco per la sua energia e allegria. 

Marco mamma-2

Ad aprire il momento di preghiera e ricordi, Frà Guido di Crandola Valsassina, parente di Marco. Sullo sfondo un maxischermo con le immagini del 34anne in volo nei Cieli Blu, felice tra gli amici e le sue passioni. «Tutti noi abbiamo il compito di tenere vivo il ricordo di Marco stando vicini ai suoi genitori, e per farlo possiamo ricordare alcune delle sue tante virtù e caratteristiche: la generosità, la bontà, il sorriso, l'altruismo e perfino la follia - ha sottolineato il religioso - Ora, Marco, mi rivolgo a te: ti sono state donate le ali affinchè tu possa continuare a volare, affinchè tu possa continuare a essere il nostro Angelo custode, con quelle ali che ti sono state donate dalla misericordia di Dio corri ad abbracciare i tuoi genitori portando loro consolazione».

Marco spalti 3-2

Poi il cordoglio della mamma rotto dalla lacrime, del papà e del fratello: «Marco era il migliore fratello che si potesse avere. All'inizio non riuscivo a capirlo, era diverso da me. Ma poi, piano piano, ho compreso che era una persona vera, pura, la migliore. Mi voleva tanto bene come io ne volevo a lui. Mi era sempre vicino, mi insegnava tanto ogni giorno».

Marco tre-2-2-2

Commovente l'abbraccio della compagna di Marco, Cristina, agli altri famigliari, fino alla scelta si soffiare le bolle di sapone intorno alla bara e il ringraziamento alle tante persone presenti. «Io ho poche parole da dire, anche se ce ne sarebbero veramente tante per ricordare Marco "Pescagatto" come atleta, paradutista, ragazzo speciale. Avete scritto delle parole fantastiche per tutta la settimana, l'attesa dopo la tragedia di sabato è stata lunga e le vostre parole, le vostre pubblicazioni hanno sorretto una famiglia intera, e di questo vi ringrazio davvero».

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Diversi anche gli amici, paracadustisti e non solo, che hanno letto o pronunciato un abbraccio ideale nei confronti di Marco. «Oggi tutti noi abbiamo pagato un tributo enorme alla nostra passione. Il cielo che ci regala gioia, gioventù e onnipotenza ha fatto scendere il dolore sulle nostre ali. Marco Ines (altro suo soprannome) è volato via tra il nostro sgomento e la nostra incredulità. Se n'è andato il suo sorriso. Ha portato con sè il suo entusiasmo e la sua incredibile follia. Ora ci sono le lacrime, il silenzio orfano della sua voce sempre accesa».

Marco paracatusti in piedi-2

E ancora: «Il suo essere per molti aspetti geniale, il suo essere senza i filtri dati dai condizionamenti a cui siamo costretti, rendevano Marco davvero speciale. Stando ad ascoltarlo riuscivi a comprendere che dentro di lui c'era un mondo che usciva come un fiume, spesso travolgente, la sua mente era un vulcuano che sparava lapilli ovunque, rimanevi affascinato dalla sua capacità di guardare il mondo, dalla sua passione per il cielo, nei video e nelle foto che scattava si vedeva la sua forzaUna persona dalle infinte qualità, sempre pronto ad aiutare tutti. Marco, ora proteggi noi dal cielo».

Marco ricordo Arnaldo-2

Infine il sentito omaggio degli amici paradutisti, a partire da quelli della sezione di Lecco con i quali era cresciuto. «Marco era arrivato nella nostra sezione diversi anni fa, voleva imparare a praticare il paracadutismo - ha ricordato il presidente del gruppo Arnaldo Tavola - Era sempre gioviale, sempre contento. Lo ricorderemo sempre così. Ciao Marco». E proprio i paracadutisti hanno in chiusura di cerimonia portato in spalla la bara con Marco, tra il cordoglio dei presenti: "Cieli blu per sempre, Pescegatto".

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Al Rigamonti-Ceppi l'ultimo commosso saluto a Chiara: «Siete ragazzi speciali, ricordatelo»

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