Ospedale di Lecco, «in caso di necessità pronti ad accogliere 200 pazienti covid»

A mercoledì sera ricoverate 73 persone, di cui 40 lecchesi. Favini: «In emergenza prevista la riconversione dell'intero terzo piano». Il primario di Infettivologia, Stefania Piconi: «Il 20% dei pazienti ha bisogno di assistenza respiratoria, come lo scorso marzo»

L'ondata di pazienti covid negli ultimi giorni è tornata a essere importante, ma la Asst Lecco è attrezzata a rispondere. Stamattina alle ore 10 in ospedale a Lecco (uno dei 18 hub predisposti da Regione Lombardia) i ricoverati per la malattia erano 63, che diventeranno 73 entro la serata con l'inserimento di ingressi già programmati.

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A fornire i numeri aggiornati è stato il direttore generale dell'Asst Lecco Paolo Favini, con il primario di Infettivologia, Stefania Piconi, durante una conferenza video con i giornalisti. La situazione attuale, di una epidemia «che si è riaccesa rapidamente» ha spiegato Favini, vede 63 pazienti covid ricoverati. La premessa è che l'ospedale ha riorganizzato la capienza a 96 disponibilità, con un margine di crescita - qualora necessario - fino a 200.

Lo scenario attuale

Di questi 63, 5 sono in terapia intensiva (due da Milano, due da Como e uno da Desenzano), 4 in sub-intensiva, 20 in malattie infettive, 18 nella zona "filtro rosso". I pazienti supportati con la ventilazione assistita C-pap (il casco) sono 8.

«Lunedì - ha continuato Favini - abbiamo convertito il settore 1 Medicina del terzo piano con 16 posti letto e martedì 16 nuovi posti letto sono stati reperiti in Medicina settore 2. Oggi sono stati aperti 16 posti letto di sub-acute, di questi il primo posto letto è occupato e oggi sono programmati altri 9 ricoveri. Abbiamo preso in carico pazienti provenienti da altre realtà, Monza, Milano, Bergamo, come richiesto dalla Regione. Soprattutto intensivi e sub-intensivi. Per rispondere agli ingressi di pronto soccorso e disponibilità già data per le aziende vicine in difficoltà, sono stati creati rapidamente 96 posti letto, in linea con le altre Asst».

tabella dati covid 21 10 20-2

La domanda che in molti si pongono in questi giorni è: quanti lecchesi sono attualmente ricoverati? Favini ha risposto chiaramente: nessuno in terapia intensiva, ma ben 40 in posti letto per acuti, provenienti da vari comuni del territorio e 8 da Lecco città. Presenti alcuni operatori sanitari, tutti provenienti da fuori provincia.

«Situazione a ora diversa da marzo»

«Forti dell'esperienza della scorsa primavera, oggi ci viene più facile riattivare i reparti e fare formazione al personale. Abbiamo un piano di riprogrammazione per rispondere ai bisogni in crescita, riconvertendo interi blocchi ospedalieri. Il terzo piano potrebbe diventare tutto covid raggiungendo 200 posti letto, se necessario. Tengo a precisare - ha detto il direttore generale - che siamo in una situazione diversa da marzo, al momento l'emergenza covid non è arrivata a quel livello. Questa sera (mercoledì, ndr) avremo una riunione con altri direttori di aziende ospedaliere e con l'assessore regionale al Welfare Gallera. Noi siamo hub centro qualità ma la mission è continuare sulle due linee, le altre specialità di eccellenza e i pazienti covid. È ovvio che le risorse non sono infinite, non posso trasformare l'ospedale in 2.000 posti letto ma devo adeguarlo alle esigenze che arrivano da Regione Lombardia».

Covid-19, al via in Lombardia la sperimentazione dei tamponi antigenici rapidi

Merate a oggi resta ospedale "Covid free" «per scelta, ma è sede di una pneumologia di buon livello e quindi, non so quando, potrebbe essere coinvolto nelle strategie regionali. Al momento a Lecco non ci sono pazienti giunti da Merate».

A breve tre tende montate dagli Alpini

A breve, davanti alla hall d'ingresso dell'ospedale Manzoni, verranno montate tre trende dagli Alpini. «Vorrei ringraziarli - ha proseguito Favini - per avere collocato la prima, tra oggi e domani, al fine di proteggere dalle intemperie la gente che si ferma fuori per il distanziamento. Ne seguiranno altre due». Notevole l'afflusso di persone in ospedale per sottoporsi ai tamponi. «Ieri 500, si va avanti a folate impressionanti. La nostra disponibilità è di 250 al giorno, gli altri vengono portati al Niguarda di Milano. Ci tengo a sottolineare che vengono processati tutti, ieri i laboratori hanno finito alle 17.30. Ma importante, per evitare code infinite, è che le mamme si consultino con i rispettivi pediatri prima di venire, così da programmare gli accessi, come fa Ats Brianza con le classi da prendere in considerazione nelle scuole».

Donati dieci ventilatori per la rianimazione

«Ringrazio Lorenzo Riva, presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, per averci donato dieci ventilatori per letti di rianimazione che ci permettono di completare l'attrezzatura ed essere pronti - ha dichiarato Favini - Queste si affiancano alle altre donazioni. Nella nostra programmazione richiesta al ministero il 4 giugno scorso mancano altri 10 posti e attendiamo risposta per l'ampliamento».

«Virus cambiato? No, i pazienti hanno gli stessi sintomi di prima»

La dottoressa Stefania Piconi ha offerto il quadro sanitario della situazione, smentendo subito alcuni luoghi comuni che girano incontrollati soprattutto attraverso i social.

«Il covid non è cambiato, sono tornati pazienti con le stesse caratteristiche descritte in primavera: infezioni alle alte vie respiratorie, febbre, stanchezza, desaturazione; in una percentuale, circa il 20%, le condizioni decadono rapidamente e i pazienti hanno bisogno di assistenza respiratoria. Per la terapia, l'impostazione è un po' diversa: viene somministrata al paziente profilassi con eparina, e nel caso di iniziale deficit della funzionalità respiratoria terapia immunomodulante e successivamente il farmaco antivirale Remdesivir. Questo sin dai primi giorni dell'inizio dei sintomi, poi va monitorata la funzione respiratoria».

Le terapie somministrate

Nel presidio di Lecco sono allo studio due antivirali già giunti alla fase 3 di sperimentazione, «e stiamo acquisendo un altro da somministrare via areosol - ha spiegato Piconi - È inoltre in uso la somministrazione di plasma iperummune raccolto in tutti questi mesi; se sottoposta in fase precoce, questa terapia è in grado di cambiare la storia della malattia. Siamo in attesa di sperimentare uno dei vaccini attualmente in fase di preparazione. Va sottolineato che ora i pazienti arrivano un po' prima e quindi è un po' più facile interagire, ma i pazienti fragili sono sempre gravi».

La carenza di organico

L'ospedale è sotto organico? «Come tutti, stiamo facendo bandi per sopperire a un problema di carenza di urgentisti, anestesisti e anche in altre specialità, stiamo facendo il massimo - ha spiegato Paolo Favini - Spero che le università aprano bene i cordoni agli specializzandi di quarto e quinto anno e aprano a turni con modulo di lavoro che tenga conto di questo. La richiesta è più alta dell'offerta. Il bisogno teorico non è quantificabile, in tutto il periodo covid abbiamo continuato ad assumere sia medici sia infermieri. Siamo già usciti con nuovi bandi per l'infermiere di famiglia che avrà un ruolo determinente nella battaglia territoriale coadiuvando i medici e lavorando con noi sulle cure domiciliari. Stiamo proseguendo in bandi per infermieri: già pubblicato un bando per 54, attinti a una graduatoria, di cui 23 già assunti che entreranno in servizio dal 1° gennaio e ai quali abbiamo chiesto di iniziare già ora. Stiamo cercando inoltre personale per Infettivologia».

Chi ha in carico il paziente a casa? «L'assistenza territoriale è competenza del medico di medicina generale, il sabato e domenica della guardia medica - ha concluso Favini - Sono pronte le Usca per andare a casa dei pazienti, e ci stiamo attrezzando per attività domiciliare presso i pazienti dimessi».

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