Moria di pesci nel Lago di Sartirana: la causa è carenza di ossigeno

Simonetti, presidente Fipsas: «Recuperati grazie ai volontari. È una sconfitta per tutti». Il gruppo consigliare Cambia Merate: «Giunta responsabile moralmente»

Moria di pesci nel Lago di Sartirana a Merate. Ha destato grande preoccupazione, nella popolazione e nelle associazioni interessate, come le Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attivcità subacquee), il ritrovamento di migliaia di esemplari di fauna ittica dello specchio d'acqua meratese, tradizionale riserva di biodiversità, morti per probabile carenza di ossigeno, come ha confermato Stefano Simonetti, presidente di Fipsas Lecco.

«Oggi è una giornata triste - ha spiegato nella giornata di martedì - migliaia di pesci sono morti nel Lago di Sartirana, per chi ama il Lago un vero disastro! Una sconfitta per tutti e in particolare per le autorità e le istituzioni, incapaci di progettare e realizzare interventi veramente risolutivi. Grazie a tutti i volontari della Fipsas che oggi hanno effettuato il recupero della fauna ittica. Oggi è una giornata triste che ci deve fare riflettere».

La minoranza: «Ritardi negli interventi»

Durissimo l'intervento del gruppo di minoranza "Cambia Merate" che parla di «mattanza», individuando come «responsabili morali i membri della giunta di Massimo Panzeri. E, con questi ultimi, anche quelli che con loro condividevano le stesse responsabilità nel recente passato - si legge in un comunicato - La mancanza di un serio impegno verso la Riserva Naturale di questa città, il patrimonio arboreo e ittico che essa esprime, è frutto di omissioni che sono unicamente attribuibili a questi soggetti e che scontano una visione miope e fuori dalla storia. Più che di strage, quindi, è opportuno parlare di mattanza. Perché la scelta di non sostituire la centralina di rilevamento dati da almeno tre anni, spendendo qualche migliaia di euro, è una grave omissione, che non ha consentito di comprendere che cosa stava accadendo. L'allarme, anziché dagli strumenti dell’autoproclamata smart city, è stato dato da alcuni giovani pescatori, e sono dovute trascorrere più di 24 ore perché l'Amministrazione intervenisse, come hanno lamentato giustamente i pescatori de "La Briantea" e la Fispas di Lecco, unici a rimboccarsi le maniche insieme a Protezione civile e Vigili del Fuoco».

Segnalati numerosi casi di "dermatite del bagnante" dopo tuffi al lago

Il problema sono le sostanze presenti nel fondale? Questa la domanda posta da "Cambia Merate". «Si affronti la questione e si investano le necessarie risorse. Questo gruppo consigliare, che nel proprio programma elettorale privilegiava il rilancio del lago, è pronto a dare tutta la più ampia collaborazione. In verità la perla di Sartirana non è nei pensieri di questa Amministrazione e la dimostrazione è che, in piena emergenza, ha impiegato quasi due giorni a individuare una soluzione temporanea come quella delle pompe per l'ossigenazione artificiale delle acque».

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I consiglieri di minoranza chiedono «con forza la immediata messa in cantiere dell'intervento di asportazione dei sedimenti e, in conformità alla legge regionale di riforma dei parchi, il conferimento della Riserva di Sartirana al Parco Regionale di Montevecchia. Chiediamo inoltre l'immediata l'installazione di una centralina di rilevamento dati che fornisca in tempo reale lo stato di salute del lago, nonché di alcune pompe idrauliche fisse in grado di ossigenare il lago in momenti di necessità, per evitare il ripetersi di quello che abbiamo visto».

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