Testamento biologico: il Comune non si può sostituire al Parlamento

Il comunicato di Appello per Lecco

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Vogliono buttare fumo negli occhi, fingere di volersi sostituire alle Istituzioni nazionali, Europee e Mondiali, stanno giocando agli apprendisti parlamentari facendo passare il concetto che un Comune possa incidere su un tema etico di grandissima delicatezza e attualità. Ecco ciò che è successo in Consiglio e sui media locali con i professionisti della polemica facile e scontata.

Ma Appello per Lecco mantiene la sua coerenza e e non cambia idea: il testamento biologico, le politiche sul fine vita sono un argomento troppo serio per le "guerre da pollaio " di un Comune. Meritano subito una legge che possa mettere fine ad una discussione che spesso rasenta il ridicolo se non fosse dannatamente seria. E le leggi, non le fanno i Comuni, quindi chi accarezza questo sogno, si candidi al Parlamento perchè è li che si deliberano le leggi, anche quelle che riguardano la vita e la morte di ognuno di noi.

I tentativi demagogici di farci passare come un movimento disinteressato all'argomento sono di pessimo gusto.

Dopo la morte di Eluana Englaro la classe politica, compresa la sinistra più incazzosa di cui lo stesso consigliere Anghileri fa parte, sembrava dovesse trovare in poche ore il bandolo della matassa e votare finalmente una legge. Quindi, non si tenti di colpevolizzare Appello per Lecco se non c'è una legge: la colpa è dei parlamentari, iniziando da quelli che governano il nostro Paese.

Appello per Lecco attende che le Istituzioni superiori facciano il loro lavoro, non cercano il "palliativo" in Consiglio Comunale.

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