Anche la casa di riposo di Calolzio chiude ai parenti degli anziani: «Lo facciamo con estremo dispiacere»

«La Regione non comprende i bisogni degli ospiti e delle loro famiglie, tantomeno il ruolo e il faticoso lavoro delle Rsa in questi lunghi mesi»

La casa "Madonna della Fiducia" di Foppenico.

Anche la casa di riposo “Madonna della Fiducia” di Calolziocorte chiude le visite ai parenti degli ospiti a seguito dell’ordinanza di Regione Lombardia con le ultime misure di contrasto al covid. Dirigenti e personale della Rsa di Foppenico hanno comunicato il provvedimento ai famigliari degli anziani e alla popolazione, senza nascondere però le proprie perplessità in merito alla scelta della Regione giudicata troppo restrittiva. Per mantenere un legame tra gli anziani e i loro cari in questo periodo delicatissimo sia sotto l’aspetto medico che psicologico, verranno ulteriormente potenziate le videochiamate e le attività interne.

La lettera firmata dal direttore Venturini e dal dottor Fumagalli

«Nel pieno ossequio dell’ordinanza di Regione Lombardia n.619 del 15 ottobre, con nostro estremo dispiacere comunichiamo la chiusura totale delle visite agli ospiti a partire da oggi, venerdì 16 - hanno scritto nella lettera ai parenti, il direttore della struttura Ivano Venturini e il direttore sanitario Davide Fumagalli - Spiace dover constatare l’incapacità della Regione di non comprendere minimamente i bisogni degli ospiti anziani e delle loro famiglie, tantomeno del ruolo e del faticoso lavoro delle Rsa in questi lunghi mesi. Per la nostra Rsa il concetto di “umanizzazione delle cure” comprende anche l’alleanza terapeutica che si costruisce giorno per giorno anche con le famiglie. Famiglie che hanno compreso l’importanza delle visite in struttura svolte nel pieno rispetto dei nostri protocolli: ad oggi senza alcuna conseguenza negativa sotto l’aspetto sanitario, determinando invece quel concetto di “Cura Globale” verso i nostri anziani e i loro cari. Tutti noi ci prodigheremo affinchè la comunicazione, seppur a distanza, venga oltremodo ampliata. Da oggi - concludono Venturini e Fumagalli - le nostre educatrici (ricordo che dallo scorso mese di settembre abbiamo assunto un’ulteriore risorsa umana) proseguiranno con chiamate e video chiamate alle famiglie».

Covid-19: tamponi in ospedale, code fuori dalla hall e attesa fino a più di due ore

Sul tema abbiamo poi interpellato in modo più approfondito il direttore sanitario il quale ha ricordato che la comunicazione firmata da lui stesso e dal direttore Venturini è stata anche esposta al cancello della casa di riposo che fa capo alla parrocchia di San Martino di Calolzio e alla curia di Bergamo.

«La nostra è una decisione, di fatto, obbligata - ha sottolineato il dottor Fumagalli - Con le misure messe in atto e  un'organizzazione encomiabile, abbiamo garantito visite e chiamate praticamente ogni settimana da maggio (le videochiamate dal 17 marzo), nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, come dimostra il fatto che la struttura è covid free da aprile. Regione richiede misure e responsabilità ai limiti della compatibilità con un servizio sanitario-assistenziale come il nostro, ma se la soluzione è chiudere completamente alle visite, non capiamo come possano emergere comportamenti virtuosi e come le diverse realtà possano autonomamente determinare il proprio livello di qualità».

«Attuiamo protocolli di provata efficacia per avere la massima sicurezza»

«Ad ogni modo, ci adeguiamo alle decisioni delle Autorità, consapevoli delle finalità e del contesto - ha aggiunto il direttore sanitario - Noi proseguiremo con le consuete attività all'interno della Rsa, volte al benessere dei nostri Ospiti, attuando protocolli di provata efficacia, anzi, cercando di innovare le procedure per la diagnosi precoce di Covid-19 mediante test antigenico e garantendo standard assistenziali decisamente superiori a quanto richiesto. A tal proposito abbiamo inviato a tutte le famiglie, e termineremo di consegnarlo in questi giorni, un comunicato in cui si ribadiscono regole e norme comuni, oltre alla possibilità di chiusure al pubblico per eventuali motivi epidemiologici. Ma soprattutto vorremmo trasmettere la nostra continua ricerca di un rapporto umano, con ospiti e caregiver. È necessario comprendere che gli sforzi sono volti, da un lato, ad assicurare una qualità di vita più serena possibile e, dall'altro, a ridurre i rischi; tuttavia, va sempre tenuto presente che il "rischio zero" non esiste in nessun campo».

Le educatrici ai parenti: «Ci dispiace dovervi dare questa comunicazione così triste per voi»

Sulla chiusura ai parenti degli ospiti sono intervenute con un post su Facebook anche le educatrici della Rsa calolziese, rassicurando in merito alle videochiamate e altre attività correlate: «A seguito dell'ordinanza regionale tutte le visite con i vostri cari da oggi fino a tempo indeterminato, purtroppo e con grande rammarico, sono sospese. Verranno mantenute le videochiamate, le chiamate e le attività interne. Vi comunicheremo noi quando riprenderanno gli incontri. Ci dispiace dovervi dare questo tipo di comunicazione così triste per voi, ma che lo sarà sicuramente anche per tutti i nostri ospiti».

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L’ordinanza regionale

L'ordinanza di Regione Lombardia n.619 del 16 ottobre 2020, all'articolo 1.5 recita così: “Ulteriori misure di prevenzione. L’accesso alle strutture delle unità di offerta residenziali della Rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti è vietata, salvo autorizzazione del responsabile medico ovvero del Referente Covid-19 della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio”.

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