Teleriscaldamento: a Valmadrera non passa il recesso dalla convenzione

La seduta del Consiglio comunale era attesa in particolar modo per il punto 4 all'ordine del giorno. Scontro tra Rusconi e le minoranze

Mauro Dell'Oro, consigliere di Ascolto Valmadrera

5 voti a favore (Lega e Ascolto), 11 contrari (Progetto). Si è risolta così la mozione sul recesso dalla convenzione relativa al teleriscaldamento presentata da Ascolto Valmadrera al Consiglio comunale, tornato a riunirsi al Centro Culturale Fatebenefratelli per la prima seduta dopo quella d'insediamento. Ordine del giorno alla mano, era attesissima la discussione sui punti numero tre e quattro, rappresentanti il rapporto economico tra Comune e Silea oltre alla suddetta proposta di uscire dal progetto di teleriscaldamento, venendo meno a quanto deliberato negli ultimi mesi del 2018.

Ottanta milioni di euro per realizzare il teleriscaldamento: bandita la gara d'appalto

Primo punto di dibattito è stato quello rappresentato dall'interrogazione presentata dal Gruppo consiliare comunale Lega Per Salvini Premier in merito alla destinazione delle risorse derivanti dalla Convenzione tra Silea e Comune di Valmadrera, che ha riacceso il fuoco del dibattito mai sopito tra il sindaco Rusconi e il consigliere del Carroccio Nogara, che già avevano battibeccato nelle fasi iniziali del Consiglio per le scorie di quanto avvenuto nei giorni antecedenti l'insediamento.

«Martedì sarò dal presidente della Regione Fontana, rappresento il Comune di Valmadrera e la forza politica da cui sono estratto - ha iniziato Rusconi -. La posizione della Regione verso Valmadrera è chiara, poichè martedì 2 luglio la maggioranza ha bocciato la mozione presentata dal Movimento Cinque Stelle per lo spegnimento dei due impianti in Lombardia che versano nelle condizioni peggiori, tra cui non era presente quello di Silea. Il resto è semplicemente accademia. In ogni caso, negli ultimi anni abbiamo percepito un compenso, a tonnellata, di 4€ per i rifiuti entranti d’ambito, 6,5€ per quelli fuori ambito e 10€ per quelli ospedalieri. L'ultimo anno abbiamo incassato 534.749 euro, per una media pari a 421mila euro annui, il 5% delle spese correnti; di questa cifra, l’utilizzo nel 2015 di circa 250.000€ per alcuni interventi straordinari su Paré è stato l'unico "extra", tutti gli altri contributi sono stati destinati alla diminuzione delle spese correnti del Comune».

Rusconi elenca le spese sostenute con il contributo di Silea: «Nel 2019 incasseremo 100-120mila euro in meno a causa del funzionamento di una sola linea, ma ricordo che la nostra Tari è stata una delle più basse della provincia, 149€ annui a carico di una famiglia standard. Nel complesso abbiamo speso un milione nel diritto allo studio, proponendo il costo del buono pasto in linea con una vera politica del famiglia. Spendiamo anche 500mila euro annui per politiche sociali di vario genere. A fine anno scade la convenzione: dall’anno prossimo si potrà cambiare ed eventualmente rinunciare al contributo».

Nogara ha subito ribattuto: «Chiaramente non sono soddisfatto della risposta, perchè è stata presentata una situazione assurda. Introitiamo soldi come compensazioni ambientali, ma vengono usati per varie voci di spesa e non per fini ambientali. Mi attendevo di vedere un elenco con le uscite in questo campo, invece avete fatto male a usare le risorse nelle modalità illustrate». «Alcuni investimenti ambientali vanno nella parte del bilancio dedicata agli investimenti e non in quella corrente. È chiaro che sono stati realizzati anche dei parchi», ha ribattuto Rusconi in chiusura di dibattito.

Recesso dal teleriscaldamento: passa il "no"

Come detto, è stato poi il tempo di discutere la mozione presentata dal Gruppo Ascolto Valmadrera avente per oggetto il “Recesso dalla Convenzione tra i Comuni di Lecco, Malgrate e Valmadrera da una parte e Silea Spa dall’altra, per la gestione del servizio di teleriscaldamento a mezzo della società partecipata Silea Spa”.

A rispondere in prima battuta sono stati Domenico Salvadore, recentemente eletto presidente di Silea, e l'ingegnere Andrea Eeboli: «Questo impianto rispetta pienamente la normativa sulle emissioni - ha spiegato -. Attualmente siamo sottoposti al piano regionale per la gestione dei rifiuti del 2014, che è in revisione e verrà deliberato nuovamente nel 2020. La tecnologia si avvarrà dell'allacciamento a una rete di teleriscaldamento, che consente di ridurre l’apporto di fonti fossili, modalità tramite cui verranno risparmiati 8 milioni di metri cubi di gas metano. Al momento sono stati individuati tre soggetti per la gara d’appalto, che hanno tempo fino a novembre 2019 per presentare il loro project financing. Se il progetto sul teleriscaldamento non fosse stato ritenuto conveniente non sarebbe nemmeno mai stato messo in campo. Silea negli ultimi anni non gode d’incentivi per la gestione del suo impianto. L’impianto di Brescia è uno dei più anziani, la rete di teleriscaldamento è presente dal 1974, il forno è aperto dal 2000».

Per quanto concerne la parte legale, è stato interpellato l'avvocato Giuseppe Rusconi: «Silea è una società pubblica, ma il Comune ha il pieno controllo dell’attività svolta. A breve verranno selezionati i soggetti interessati, attualmente la procedura di gara è aperta all'accoglimento le offerte. Silea, lo ricordo, ha speso 832mila euro malcontati per questo progetto, sarebbe il danno da risarcire nel caso in cui davvero si decidesse di recedere dalla convenzione. L'eventuale fallimento del concessionario della convenzione? Quello di cui parliamo non è un appalto, la stazione appaltante bandisce una gara per un concessionario che firma una convenzione; quest’ultimo costruisce e gestisce l’impianto di termovalorizzazione. Il concessionario deve rilasciare una fidejussione a prima richiesta. Dal 2008 a oggi c’è stata una morìa d’imprese edile, motivo per cui il legislatore ha previsto una norma che possa dare continuità all’investimento anche in caso di fallimento del concessionario».

Dell'Oro: «I forni sono fabbriche insalubri di tipo 1»

Dopo la battaglia condotta negli ultimi anni, Mauro Dell’Oro (Ascolto Valmadrera) ha avuto l'occasione di riversare tutto il suo sapere anche di fronte ai "capoccia" di Silea: «Nel 2020 sarà ridiscusso il piano regionale sugli impianti: non converrebbe forse stare fermi sull’allacciamento, visto che in quell'anno potrebbe arrivare lo “stop” dalla Regione sul teleriscaldamento?. Ho sentito parlare di un impianto tecnicamente avanzato, ma i dati Ispra dicono che i forni inceneritori fanno essi stessi dei rifiuti, inoltre i forni sono considerate fabbriche insalubri di tipo 1 e sono impianti pericolosi. Questo senz dimenticare che la Commissione Europea spiega come bisognerebbe aumentare le imposte sul teleriscaldamento e usare varie forme di riciclo e riuso del prodotto al posto della loro bruciatura. Rimango stupito quando sento dire che bisognerà cercarsi dei clienti e quando sento paragonare il nostro impianto a quello di Brescia, che brucia 880mila tonnellate l’anno e penso nessuno vorrebbe sul suo territorio».

A prendere la parola è stato poi Nogara (Lega): «Sono stanco di sentir dire cose a caso, la Lega sul piano territoriale ha sempre fatto una lotta serrata contro il forno inceneritore, anche contro la Regione stessa. La cittadinanza ci aveva dato il mandato di salire al governo di Valmadrera anche per combattere questa battaglia, ma altre liste hanno lasciato spazio ai loro egoismi. In ogni caso, ci penserei bene prima di svendere il territorio». Immediata la risposta di Villa (Ascolto Valmadrera): «Non siamo stati egoisti, la nostra è stata invece una scelta di coraggio. Chi vota a favore della mozione ha a cuore la salute dei valmadreresi, invitiamo i colleghi a sostenerci perchè quando vi parlano di bruciare biomasse intendono che dentro al forno ci finiscono anche pneumatici e scarti industriali».

A illlustrare i passaggi più recenti è stato l'assessore esterno Anghileri: «Il bando rispecchia i principi entro i quali Silea è chiamata a operare, i calcoli fanno riferimento all’attuale AIA e quindi al termine per la vita del forno fissato nell'anno 2032; di conseguenza, oltre il termine bisognerà utilizzare fonti di energia rinnovabile. Nel bando è previsto un premio per chi prevederà un piano di posa dei tubi meno impattante. È anche premiato il progetto che anticiperà i tempi di sostituzione della fonte che alimenterà il termovalorizzatore, pensando sin da ora a quelle rinnovabili. È molto probabile che ci sarà una progressione dell’attuazione di questi impianti di alimentazione. Noi vogliamo un impianto meno impattante, ma saranno i tecnici a valutare questo aspetto una volta acquisiti i progetti».

Ancora Nogara (Lega): «E' stato detto che nel patto c’è il vincolo della scadenza dell’AIA nel 2032, ma da più parti si spinge per una chiusura anticipata. Come ci si può vincolare al termine di fronte a una volontà politica conclamata?».

Prende la parola il consigliere Amaretti (Progetto Valmadrera): «I documenti hanno un valore e dicono che non ci sono fazioni “pro” e “contro” il termovalorizzatore. Stando all'Odg del Consiglio tenutosi il 25 settembre 2018 si apprende la volontà del Comune di Valmadrera, che ha chiesto agli altri Comuni di trovare delle alternative alla combustione dei rifiuti e ha previsto nel 2032 la tassativa chiusura del forno».

In chiusa il parere politic del sindaco Rusconi, che si rivolge polemicamente a Nogara: «La posizione della Lega in Regione e in Provincia non è allineata a quella che lui manifesta qui, basta vedere la nomina dell'ex assessore Missaglia al rango di vicepresidente. L’indirizzo della Regione è chiaro, i due forni messi peggio in Lombardia non verranno chiusi. Mi fa piacere questo attaccamento, ma nel settembre 2014 eravamo gli unici a votare contro il potenziamento del forno e venivamo visti come alieni». L'accusa scuote nuovamente l'animo dello stesso Nogara («Grazie a noi per la prima volta il forno ha avuto una data di chiusura») e porta all'avviso di allontanamento "sventolato" dal primo cittadino nei confronti del consigliere di minoranza.

Questa, prima della votazione, la dichiarazione di voto del capolista Colombo (Progetto Valmadrera): «Non ritengo accettabile il sentirmi dire che non abbiamo a cuore la salute dei valmadreresi. Se forno inceneritore e teleriscaldamento non fossero cose diverse non saremmo nemmeno qui a parlarne».

5-11, la "vita" della convenzione continua.

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