Taglio del "verde" in viale Verdi, Legambiente: «Progetto anacronistico»

La sezione lecchese dell'associazione ambientalista ha scritto all'amministrazione comunale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

A seguito delle molte segnalazioni ricevute dai cittadini e dell’attenta lettura della rassegna stampa a riguardo, vorremmo chiedere delucidazioni e porre alcune domande circa il progetto di riqualificazione di Viale Verdi. 

Il progetto, così come si profila nell’ultima versione disponibile e di cui siamo a conoscenza, ci sembra anacronistico sotto molteplici punti di vista e crediamo che una sua rivalutazione possa assumere un’importanza ancora maggiore in questa fase di riorganizzazione post coronavirus.

In particolare la nostra preoccupazione e quella dei molti cittadini che ci hanno sollecitato, riguarda ciò che si profila in corrispondenza del Nido, Scuola Materna e CDD, ovvero l’eliminazione di una consistente parte di area verde con la presenza di diverse piante adulte e prato, a favore della costruzione di un parcheggio ampio e comodo ma evidentemente sproporzionato nelle dimensioni. Da quanto ci risulta tali aree verdi ad oggi sono poco o per nulla sfruttate ma verrebbe naturale pensare, tanto più avendo a disposizione ingenti risorse, ad una loro valorizzazione in funzione educativa e sociale piuttosto che ad una loro eliminazione. 

Sono ben noti gli infiniti benefici che la presenza di piante in città, e in generale di una ricca biodiversità degli ambienti urbani hanno in termini di qualità dell’aria, benessere fisico e psicologico e quindi di qualità della vita di tutti i cittadini. La presenza di un ampio parcheggio in quella posizione, che verrebbe sfruttato a pieno solo nel momento di apertura e chiusura delle strutture adiacenti, garantirebbe un’apparente comodità immediata, a discapito però della possibilità di usufruire sempre di ombra, spazio per attività ludico educative e non da ultimo renderebbe vani gli sforzi di incentivazione della mobilità dolce, tema chiave degli spostamenti del futuro nelle aree urbane, soprattutto se pianeggianti come Merate.

Non si tratta solamente della salvaguardia delle piante presenti, che dovrebbero essere preservate e se necessario (previa perizia che lo attesti) sostituite da altre più adatte, ma di capovolgere l’ottica con la quale è stato pensato questo intervento: nelle motivazioni che hanno portato l'amministrazione a lavorare sulla riqualificazione del Viale, innescando anche processi virtuosi come il concorso di idee, si parla della necessità di garantire sicurezza. Se le aree verdi presenti non vengono sfruttate perché la vicinanza della strada le rende insicure, allora lavoriamo sul renderle sicure per far si che possano essere fruite, e non viceversa. 

Riteniamo quindi fondamentale che la revisione del progetto coinvolga i cittadini interessati all’interno di un processo realmente partecipativo di ascolto e analisi delle esigenze dei residenti così come degli utenti delle strutture di servizio interessate dall’intervento.

L’amministrazione dovrebbe, a nostro avviso, farsi promotrice di un’assemblea pubblica organizzata secondo le metodologie della progettazione partecipativa e inclusiva (focus group, tavoli di lavoro, mappe di comunità, etc).

Tali processi, sebbene possano sembrare onerosi in termini di tempo e di organizzazione, poiché devono essere facilitati da figure competenti e super partes, garantiscono sempre alti livelli di soddisfazione tra la cittadinanza e un’efficacia sia sul breve che sul lungo periodo.

Di seguito alcune domande che possano stimolare la riflessione e riaprire un dibattito costruttivo.

  • Il numero di posti auto previsto nel progetto è stato stimato sulla capacità dell’area selezionata o sul calcolo di un reale bisogno degli utenti delle strutture e degli esercenti presenti? Oppure è un’esigenza dei residenti?
  • Come si spostano gli utenti delle strutture per arrivarci? Se utilizzano principalmente l’auto privata, sarebbero disposti ad andare a piedi o in bici se i percorsi fossero sicuri? È stata svolta un’indagine a riguardo? 
  • Le aree verdi a disposizione delle strutture sono realmente a servizio di esse e in quale misura vengono integrate nelle attività riabilitativo-educative? 
  • Qualora non lo fossero, potrebbero diventarlo grazie ad una progettualità specifica che al momento manca nel piano generale di riqualificazione del viale? 

Restiamo fiduciosi che vogliate considerare le nostre riflessioni e quelle dei tanti cittadini e professionisti che in questi giorni hanno manifestato i loro contributi e la loro insoddisfazione per il progetto nella versione attuale.

Restiamo a disposizione e manifestiamo il nostro interesse a partecipare a momenti di confronto. 

In attesa di un gentile riscontro porgiamo cordiali saluti,

Legambiente Lecco 

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