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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Matteo Bonacina

Opinioni

Matteo Bonacina

Giornalista LeccoToday LeccoToday

Dave Ashley, morto a 49 anni sul Legnone. Salvo Giampaolo Goattin. Sono due eroi

Istituite due commissioni d'inchiesta che dovranno far luce sulle cause dell'incidente. Scelto un punto d'impatto lontano dalle abitazioni

È ancora freschissima la tragedia del monte Legnone. Intorno al mezzogiorno di mercoledì 16 marzo un jet Aermacchi M346, colpito da un'improvvisa avaria che ha generato un principio d'incendio, si è schiantato non molto sotto la vetta della montagna più alta del territorio lecchese: i piloti sono riusciti a eiettarsi prima dell'impatto, ma il 49enne inglese Dave Ashley ha perso la vita durante il disperato tentativo di atterraggio nell'impervia zona. Salvo per miracolo, invece, il 53enne Giampaolo Goattin, torinese originario di Verona. I due, accortisi dell'avaria mentre volavano tra Alto Lago lecchese e Bassa Valtellina, hanno scelto di precipitare in una zona molto lontana dai centri abitati, per quanto impervia; lo tesimonia la traccia del volo recuperata attraverso Flightradar24. Un gesto eroico.

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Impressionanti anche le immagini diffuse da un alpinista che stava raggiungendo i circa 2.600 metri di quota e che ha visto i due piloti mentre cercavano di salvarsi la vita.

Chi era Dave Ashley

Pilota collaudatore, Ashley era stato formatore della Royal air force (Raf) e tre anni fa dovette rinunciare alla carriera militare a causa di un grave incidente aereo avvenuto in Qatar che gli aveva causato delle gravi ferite. Dopo aver inizialmente cambiato vita, fondando la Ashley Property Group, azienda attiva nel settore immobiliare, insieme alla moglie, aveva seguito il corso di collaudatore e formatore proprio per poter riallacciare il filo con il volo; durante gli anni passati nell'esercito di Sua Maestà aveva istruito i piloti di caccia. Grande sportivo, sposato, lascia la consorte Heather e due figli adolescenti.

dave ashley-2

Salvo per miracolo, dicevamo, il compagno di viaggio Giampaolo Goattin, 53enne veronese trapiantato a Torino. Condotto all'ospedale "Niguarda" di Milano, non è in pericolo di vita. A salvargliela è stato l'atterraggio su uno sperone di roccia a poca distanza dal punto d'impatto dell'Aermacchi M346. Goattin è stato nell'Aeronautica dal 1986 al 2007, quindi è diventato collaudatore dell'Aermacchi, poi diventata Leonardo Spa. Nel 2002 è stato il primo pilota non americano insignito del titolo "Flight commander of the year" e nel corso del servizio prestato al 56° stormo Luke Air Force Base, in Arizona, negli Stati Uniti, ha ottenuto anche il premio Top Gun per il tiro "aria suolo".

Giampaolo Goattin-2

Le ricerche e le indagini

Saranno i tecnici a dover indicare le ragioni che hanno portato all'incidente mortale. Già istituita una duplice commissione d'inchiesta: una è stata formata dalla stessa Leonardo, azienda che ha prodotto l'aereo schiantatosi sul Legnone e si è pronunciata nel pomeriggio attraverso una nota stampa, dopo aver inviato al campo base di Colico gli ispettori; la seconda commissione, invece, sarà nominata dall'Ispettorato della Sicurezza del volo dell'Aeronautica miliare.

Dopo un impegnativo intervento di soccorso e recupero durato diverse ore, i Carabinieri del comando provinciale di Lecco, e il procuratore della Repubblica Ezio Domenico Basso hanno stilato una prima ricostruzione ufficiale dell'accaduto. “Il velivolo della società Leonado spa - divisione velivoli, è caduto in località Valorga, nella zona sopra il comune di Colico. Il velivolo era partito alle 11.14 dall'aereoporto civile di Varese Venegono alle ore 11.14 di oggi, mercoledì 16 marzo, per un volo di addestramento condotto dal pilota collaudatore Giampaolo Goattin, 53 torinese, e dal pilota di addestramento britannico Dave Ashley, 50 anni, par cause ancora in corso di accertamento, ha perso il contatto radio con la torre di controllo, precipando sul monte Legnone”, si legge in una nota stampa.

Immediate le ricerche, portate avanti dai carabinieri di Colico, dalla squadra di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Sondrio, dai Vigili del Fuoco, dal personale del 118 e dai tecnici del Soccorso alpino e speleologico, XIX Delegazione Lariana - Stazione di Valsassina e Valvarrone. L'intervento ha consentito di prestare aiuto al pilota italiano Oltre una decina i tecnici del Soccorso Alpino in azione sul posto (nelle foto) con l’elisoccorso di Areu. Le indagini per chiarire l'esatta dinamica e le cause dell'incidente aereo, dirette e coordinate dalla Procura di Lecco, sono state affidate ai militari del Comando provinciale di Lecco.

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