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Dal Punk alla Rivoluzione, Ruggeri conquista Valmadrera

Parole e musica al Fatebenefratelli dove il cantautore ha proposto (tra gli applausi) alcune delle sue canzoni più celebri e coinvolgenti come Contessa, Peter Pan e Primavera a Sarajevo fino al suo ultimo album. Sul palco anche la violinista ucraina Kateryna Poteriaieva

Ha iniziato con "La Rivoluzione" - suo ultimo brano profondo e ricercato - per poi chiudere con Contessa, uno dei suoi primi successi firmato con i Decibel negli esordi punk. In mezzo parole, musica, pensieri e tanti applausi. Enrico Ruggeri ha conquistato ieri sera il pubblico presente al Fatebenefratelli di Valmadrera all'interno di “Fest in Val - OFF”, rassegna promossa dall'Ufficio Gestione Turismo di Valmadrera in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune ed altre associazioni tra cui Cngei/Scout.

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Enrico Ruggeri con sindaco, assessori e organizzatori.

“La Guerra, gli Uomini e la Musica” il titolo della serata con un concerto acustico che ha visto Ruggeri salire sul palco insieme alla violinista ucraina Kateryna Poteriaieva, in fuga dalla sua Leopoli a causa della guerra e accolta proprio nel territorio Lecchese.

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L'incontro è stato moderato dalla giornalista di Teleunica Giulia Bario con la quale il cantautore si è confrontato su diversi temi di attualità, dopo aver parlato della sua musica e del suo impegno con la Nazionale cantanti, attiva da anni in importanti iniziative di solidarietà che hanno permesso di portare aiuti concreti anche a popolazioni colpite dall'orrore della guerra, più di recente ai profughi ucraini costretti dalle bombe lanciate dall'esercito russo a lasciare il loro Paese, e negli anni Novanta alla popolazione della Bosnia martoriata dalla guerra civile dei Balcani. 

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E proprio al suo viaggio in quella terra "dove ho visto perfino mine nelle scuole e bombe nascoste tra i giocattoli", Ruggeri ha dedicato la sua canzone "Primavera a Sarajevo", portata a Sanremo nel 2002 e riproposta ieri sera a Valmadrera. La serata è stata infatti un'alternarsi di riflessioni e canzoni.

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"Siamo tifosi e soldati arrivati e partiti. La poesia sfuggita di mano, la giustizia appena sfiorata..." dal testo de La Rivoluzione, il primo brano proposto e titolo del suo ultimo album. Spazio quindi ad altri successi come Peter Pan" e "Il Portiere di Notte". E poi ancora "Nessuno tocchi caino", brano con il quale già nel 2003 guidò il pubblico a riflettere, sempre dal palco dell'Ariston, sul tema della pena di morte, altro triste capitolo della violenza umana: ..."troppi giorni chiusa ad aspettare che si allargasse il cielo e scendesse su di noi una mano e un gesto di pietà, una mano e un segno di pietà...".

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Prima del finale con la coinvolgente Contessa, applausi a scena aperta anche per le celebri e più romantiche "Il mare d'Inverno" e "Quello che le donne non dicono" messe nero su bianco da Enrico Ruggeri ed entrate nella storia della musica italiana. 

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Spazio inoltre a una riflessione sugli autori che hanno conquistato e formato musicalmente Ruggeri, e sulle difficoltà della musica di oggi, troppo imbrigliata dalla necessità di un successo immediato, a danno in particolare di quei giovani artisti - "validi, e ce ne sono" - che fanno molta più fatica ad emergere: "Quando iniziai a cantare io ti preparavano contratti per 5 dischi, oggi al massimo per un singolo. E proporre qualcosa di nuovo e diverso in questo scenario diventa ovviamente più complicato. Io ancora oggi sono legato ad autori come Lou Reed, David Bowie, Elvis Costello, i Clash. Avevano tutto ben chiaro". Alla fine un grazie al pubblico presente: "Davvero una bella serata, per me è stato un piacere essere stato tra voi".

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Un grazie ricambiato dagli applausi del pubblico. "È stata una serata davvero riuscita e coinvolgente - ha commentato il sindaco Antonio Rusconi - Ringrazio l'assessore alla Cultura Marcello Butti che ha organizzato l'iniziativa insieme all'Ugt e agli Scout. L'idea è stata quella di portare un grande nome della musica italiana e insieme di discutere di contenuti. Molto significativa in questo senso anche la presenza di una violinista ucraina. Purtroppo il tema della guerra esiste ancora, non vogliamo e non possiamo dimenticarlo".

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